mercoledì 23 dicembre 2015

Natale 2015



Un augurio particolare a chi sta passando un momento difficile perché il Natale porti la riNascita.
Un augurio affettuoso alle persone che ho incontrato in questi anni di blog: dagli inizi in iobloggo (pinkpanther), successivamente in splinder e da qualche anno in Blogger.

Un pensiero particolare a chi non è più qui, ma che non ho dimenticato, né dimenticherò.

Auguri di Buon Natale e di un sereno e prezioso 2016 a tutti coloro che passeranno di qui. Ci si ripiglia dopo l'Epifania...




sabato 19 dicembre 2015

Marco Travaglio: Maria Etruria nel Paese delle Meraviglie



da: Il Fatto Quotidiano

Dobbiamo tante scuse a Maria Etruria Boschi. Vittime della cultura del sospetto, avevamo ipotizzato un suo conflitto d'interessi nella storiaccia della Banca del Buco. Poi l'abbiamo sentita alla Camera e ogni dubbio è svanito. Ci ha convinti. Se lo dice lei, osservatrice super partes, se lo conferma il suo amico premier e se lo ribadiscono i deputati della maggioranza che devono guadagnarsi la ricandidatura, allora è vero: nessun conflitto d' interessi.  Alla luce della sua impeccabile ricostruzione e di testimonianze di prima mano, la storia di Banca Etruria e dei tre decreti salva-banche va riscritta così.

4.5.2013. L'assemblea dei soci di Etruria, sull'orlo del crac, nomina vicepresidente Pier Luigi Boschi, membro del Cda dal 2011 e incidentalmente padre di Maria Elena, casualmente promossa due mesi prima ministra delle Riforme e dei Rapporti col Parlamento. Lei, azionista della banca come tutta la famiglia, è pazza di gioia: "Bravo papà, era ora che si accorgessero di quanto sei bravo. Temevo che la mia nomina a ministro ti stroncasse la carriera, invece la tua bravura ha vinto su tutto. Malgrado io sia ministra, ti han promosso lo stesso: sei un fuoriclasse". Infatti il nuovo vertice, in un anno, riesce a depauperare i patrimonio sociale per 5 miliardi.

venerdì 18 dicembre 2015

Banca Etruria, Maria Elena Boschi: come sviare tre grandi quesiti con un discorso alla Camera da impatto



da: http://www.huffingtonpost.it/

Conflitto interessi Maria Elena Boschi, tre grandi quesiti restano ancora senza risposta. Il caso non è chiuso
di Alessandro De Angelis

È un discorso ad alto effetto comunicativo quello di Maria Elena Boschi, più che politicamente incisivo. Anzi, è giocato molto sullo spostamento sul piano personale dei punti “politicamente” più controversi e sul piano politico dei punti dove veniva richiesto un chiarimento tecnico. Dice la Boschi: “Amo mio padre e non mi vergogno a dirlo. Mio padre è una persona perbene e sono fiera di lui”. Ecco, proprio per questo esistono delle norme che regolano i conflitti di interessi in ambito familiare. In Italia c’è la legge Frattini, ridicolizzata per anni dal Pd, perché consentiva a Berlusconi di andare nella stanza accanto quando si parlava di Rete4. Maria Elena Boschi ha sempre detto che non ha partecipato al primo del cdm sui decreti “salva-banche”. In tal modo, rispettando la Frattini, ammette che c’è quel conflitto di interessi negato in Aula. Sulle altre riunioni del Consiglio dei ministri c'è un mistero, dovuto al fatto che gli atti delle riunione sono secretati.

Per negare in Aula l’esistenza del conflitto, invece di chiarire se era presente o meno ai consigli dei ministri che hanno varato gli altri decreti

Frank Sinatra: My Way

Frank Sinatra: Strangers in the night

Luigi Guiso: Salvataggi delle banche e lezioni per il futuro



da: http://www.risparmiamocelo.it/

Le perdite subite dai risparmiatori come conseguenza della risoluzione della crisi di quattro banche italiane secondo le norme consentite dalla corrente regolamentazione europea sollevano molti quesiti sui presupposti e le implicazioni del nuovo meccanismo. E richiamano l’attenzione sulle responsabilità ancora maggiori che graveranno sui risparmiatori/clienti quando, a partire da gennaio, saranno chiamati a rispondere direttamente con i loro investimenti per le perdite generate dalla banca fallita. Le polemiche di questi giorni e quelle che seguiranno nei prossimi, con gli inevitabili scarichi di responsabilità e di “caccia al colpevole”, rischiano però di far perdere di vista gli aspetti importanti della questione. Per questo è cruciale mettere un po’ di ordine nel dibattito, isolando gli elementi chiave.

Che cosa è accaduto
Le quattro banche italiane sono fallite principalmente perché mal gestite. La Banca d’Italia, dopo averle commissariate, facendo emergere le ingenti perdite accumulate ed estromettendo gli amministratori, ha prima cercato di venderle sul mercato, senza successo, e ha poi avviato la procedura di risoluzione. La tempistica scelta – risolvere le quattro banche entro il 2015 - è stata dettata dal

Carlo Maria Pinardi: Le obbligazioni subordinate non sono tutte uguali


“Il punto resta però ancora una volta diffondere cultura finanziaria e fornire una corretta e completa informazione ai risparmiatori per una scelta consapevole”


Il tema delle obbligazioni subordinate è delicato. Il sistema bancario vi ha fatto ampio ricorso e bisogna evitare il rischio di una riduzione del credito al sistema economico. Per i risparmiatori è fondamentale la totale trasparenza prima e dopo il collocamento. Diffondere la cultura finanziaria.

I titoli subordinati in Italia
Il tema delle obbligazioni subordinate è assai delicato. E non solo perché coinvolge le migliaia di risparmiatori duramente colpiti per aver acquistato quelle delle quattro banche insolventi. Toccare un nervo sensibile del sistema bancario, che a queste obbligazioni ha fatto ampio ricorso, deve avvenire con grande attenzione per evitare che per mettere la classica pezza si peggiori la situazione. Il risparmiatore non sufficientemente avvertito deve accedere a questi strumenti affidandosi ai gestori professionali. Per gli altri, la totale trasparenza prima e dopo il collocamento deve essere invece l’elemento discriminante per poter investire.

Banca Etruria, Maria Elena Boschi: respinta la mozione di sfiducia alla Camera con 373 no



tratto da Corriere della Sera

La Camera dei deputati ha respinto la mozione di sfiducia promossa dal Movimento Cinque Stelle nei confronti del ministro delle Riforme Maria Elena Boschi per la questione banca Etruria: i voti a favore sono stati 129 , 373 i contrari. Il ministro ha quindi ricevuto la piena fiducia. «Se fosse coinvolta la mia famiglia io mi dimetterei. Se mio padre ha sbagliato deve pagare, ma se ha sbagliato non può essere giudicato da un tribunale dei talk show. In tutta onestà vorrei chiedere a quest’aula dov’è il favoritismo nell’aver fatto perdere a mio padre l’incarico come a tutti gli altri membri del cda? Vorrei chiedere in tutta onestà: dov’è il favoritismo nell’essere stato mio padre sanzionato dalla Banca d’Italia con 144 mila euro? Lasciate dire con il cuore. Io amo mio padre e non mi vergogno a dirlo. Mio padre è una persona perbene e sono fiera di lui. E sono fiera di essere la prima della famiglia ad essersi laureata. E sono fiera anche di far parte di un governo in cui chi sbaglia deve pagare. «Dire che Banca Etruria è la banca della famiglia Boschi non corrisponde alla realtà dei fatti. Mio padre è di origine contadina e ogni giorno si faceva 5 chilometri a piedi per andare a scuola. Questa è la storia semplice e umile di mia famiglia, non le

Luigi Oliveri: Il libro dei sogni dei servizi ai disoccupati




I decreti attuativi del Jobs act delineano molto bene i servizi da destinare ai disoccupati. Ma tutto ciò rischia di rivelarsi solo un libro dei sogni. Perché le risorse pubbliche in termini di personale e finanziamenti restano scarse. Per realizzare gli obiettivi servirebbero 4,5 miliardi in più.

I servizi previsti dal Jobs act
La riforma del mercato del lavoro che deriva dai decreti attuativi del Jobs act è molto ben congegnata nella descrizione dei servizi da rendere ai disoccupati, ma rischia di rivelarsi un libro dei sogni.
Il problema non consiste tanto nel definire i sistemi di aiuto, ormai consolidati e noti, quanto nelle risorse. E le risorse pubbliche restano irrimediabilmente ed eccessivamente scarse. Infatti, mancano all’appello circa 4,5 miliardi, a essere generosi. Vediamo il perché.
La riforma (il decreto legislativo 150/2015) ha specificato in modo corretto e convincente le funzioni e i servizi da rendere ai disoccupati, puntando in particolare su:

giovedì 17 dicembre 2015

Banca Etruria: “Boschi presente al consiglio dei ministri che ha varato la norma salva-amministratori”



da: http://www.ilfattoquotidiano.it/

Il ministro, nei cui confronti è stata presentata una mozione di sfiducia, ha sempre rivendicato di non aver partecipato alla riunione del governo che ha approvato il decreto salva banche. Ma secondo Libero ha invece preso parte, votando, a quella che ha recepito la direttiva Ue sul bail in. In cui è stato inserito un comma che impedisce ai creditori sociali l'azione di responsabilità



Il ministro delle Riforme e dei Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi era presente al consiglio dei ministri del 10 settembre, quello che ha recepito la direttiva europea sul bail in che prevede anche un salvacondotto per gli amministratori degli istituti oggetto di procedura di risoluzione. A riportarlo è il quotidiano Libero, che ricorda come Boschi – che venerdì mattina alla Camera affronterà la mozione di sfiducia presentata nei suoi confronti dal MoVimento 5 Stelle – abbia sempre rivendicato di non aver preso parte al cdm del 22 novembre, quando è stato approvato il decreto salva banche. Che ha “salvato” la parte sana di Popolare dell’Etruria, Banca Marche, Carife e CariChieti caricando le perdite su azionisti e obbligazionisti subordinati.

Banca Etruria: Bankitalia sapeva ma lasciò spolpare i clienti



da: http://www.ilfattoquotidiano.it/

Banca Etruria, nel 2013 la lettera di Bankitalia: istituto travolto “in modo irreversibile” da “progressivo degrado”
Mentre la Popolare chiedeva investimenti alla clientela, Via Nazionale già sapeva che erano fortemente a rischio. Ma non è intervenuta e i risparmiatori hanno perso tutto. E' dal 2002 che Palazzo Koch ha riserve sull'istituto aretino e lo ribadisce nel 2010 e nel 2012
di Giorgio Meletti

 
Già due anni fa Banca Etruria era travolta “in modo irreversibile” da un “progressivo degrado” in corso indisturbato da 11 anni. Lo ha scritto il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco in una lettera al consiglio d’amministrazione della Popolare aretina il 3 dicembre 2013. Peccato che la lettera fosse segretata, probabilmente per non disturbare il collocamento di obbligazioni subordinate in corso proprio in quei giorni. Se Visco avesse reso pubblica la lettera, molti risparmiatori avrebbero potuto salvare i propri risparmi. Ma per Bankitalia il parco buoi non deve sapere, per essere spolpato meglio. In questo caso però, essendo saltato il banco, è possibile che chi ha perso i suoi soldi chieda giustizia in tribunale: la Vigilanza bancaria sapeva cose tremende su Banca Etruria e le ha occultate al pubblico.

mercoledì 16 dicembre 2015

Marco Mengoni: album ‘Le cose che non ho’



da: http://www.rockol.it/ - di Mattia Marzi 


 
Con il nuovo album "Le cose che non ho", il secondo capitolo del progetto "Parole in circolo", avviato lo scorso anno con la pubblicazione del singolo "Guerriero" e portato avanti a gennaio con il disco (e il conseguente tour), Marco Mengoni va a completare la sua "playlist in divenire"; non si tratta di un repackaging o di un disco dal vivo ", ma di un nuovo album di 11 inediti che è stato realizzato tra Milano e Los Angeles con la produzione di Michele Canova - ormai al suo terzo lavoro con Marco - e che è stato anticipato nelle scorse settimane dal singolo "Ti ho voluto bene veramente".

"Le cose che non ho" vede Mengoni aggiungere colori secondari a quelli primari di "Parole in circolo"; se il precedente disco era incentrato su ballad e pezzi introspettivi (con qualche concessione al mondo dell'elettronica, prendete ad esempio "Guerriero", "Se sei come sei" e "Io ti aspetto"), qui succede l'inverso: per le ballad e i pezzi pop rock c'è poco spazio ("Le cose che non ho", "Dove siamo") e la componente principale è l'elettronica, che nei vari pezzi del disco è

Tira più un pelo di fisica che un carro di boiate



da: http://www.linkiesta.it/it/ - di Andrea Coccia

“Sette brevi lezioni di fisica” di Carlo Rovelli è diventato un caso letterario mondiale. Brava Adelphi: si possono vendere 300 mila copie senza rinunciare ai contenuti

Breve, efficace, piacevole, in cima alla top 10 italiana per intere settimane. È Sette brevi lezioni di fisica, l'ha scritto Carlo Rovelli, l'ha pubblicato con una lungimiranza degna di un bravo editore, l'Adelphi di Roberto Calasso, ed è diventato un caso mondiale. Un saggio di fianco ai romanzi, un saggio davanti ai romanzi. Non si vedeva da un bel pò. Tanto che il Business Insider, in un recente articolo, titola sul fatto che Rovelli sia riuscito a fare di un libro di fisica un fenomeno equiparabile alla serie soft porn di 50 sfumature di grigio.

Se non parliamo di Sette brevi lezioni di fisica di Carlo Rovelli come del libro dell'anno è soltanto perché in Italia è uscito nell'ottobre 2014. Ma probabilmente se lo meriterebbe lo stesso visto che, nei 14 mesi in cui è stato in libreria, questo libretto di 78 pagine ha collezionato 19 edizioni vendendo, secondo i dati ufficiali che ci ha comunicato Adelphi, più di 300mila copie. 300mial copie. Solo in Italia. E senza il Natale che sta arrivando. Sono numeri pazzeschi per il 2015.

martedì 15 dicembre 2015

Renzo Bossi: non penso più alla politica ma….agli animali



Renzo Bossi ha dichiarato: “Non penso alla politica e non la seguo piu’: gestire un’azienda agricola e’ un lavoro impegnativo, gli animali vanno seguiti sette giorni su sette”. 


Che dire...Si sta prendendo cura di se stesso.

lunedì 14 dicembre 2015

Maurizio Belpietro: due domande a Renzi sul decreto salva-banche



da: http://www.liberoquotidiano.it/

Matteo Renzi nega di aver favorito la banche. In particolare respinge l’ accusa di aver dato un aiutino alla Popolare dell’ Etruria, ossia all’ istituto di cui era vice presidente e consigliere di amministrazione il padre del ministro Maria Elena Boschi. Il presidente del Consiglio scansa, definendoli retroscena, anche le polemiche circa un coinvolgimento in affari tra esponenti della sua famiglia e alcuni ex dirigenti della banca finita nel mirino dopo il suicidio di Luigi D’ Angelo. Anzi, ha aggiunto: «Mi fa schifo chi strumentalizza la morte delle persone». Bravo.

Anche a noi. Ma ancor più ci fa schifo chi di fronte alla morte di una persona non ha il coraggio di ammettere i propri errori. E che errori ci siano stati da parte del governo è fuori di dubbio. Lasciamo perdere i controlli e l’ assenza di vigilanza che ha consentito all’ Etruria di rifilare titoli tossici nei portafogli di ignari clienti come il pensionato di Civitavecchia che si è tolto la vita: di quello risponderanno i vertici della Banca d’ Italia e della Consob quando avranno smesso di giocare allo scaricabarile.

Veniamo invece a quello che Palazzo Chigi ha fatto e poteva non fare. Ci sono almeno due punti che meritano una risposta chiara, il contrario cioè di quella

Festival di Sanremo 2016: le 20 canzoni dei big, ci sono Noemi e Morgan con i Bluvertigo



Questi i titoli delle 20 canzoni dei big del prossimo festival di Sanremo. E speriamo che il brano scelto da Noemi sia al livello di 'Sono solo parole', scritto da Fabrizio Moro
L'ultimo brano con il quale si è presentata sul palco dell'Ariston è stato 'Bagnati dal sole'. Rimango dell'idea che non fosse la scelta giusta, perchè dall'album Made in London poteva scegliere brani migliori e più adatti non solo ad un Festival ma a spingere il pubblico ad ascoltare il resto dell'album...

La borsa di una donna, Noemi
Noi siamo infinito, Alessio Bernabei
Il primo amore non si scorda mai, Enrico Ruggeri
Guardando il cielo, Arisa
Wake up, Rocco Hunt
Mezzo respiro, Dear Jack
Un giorno mi dirai, Stadio
Infinite volte, Lorenzo Fragola
Il diluvio universale, Annalisa
Blu, Irene Fornaciari
Sogni e nostalgia, Neffa
Di me e di te, Zero Assoluto
Ora o mai più, Dolcenera
Quando sono lontano, Clementino
Cieli immensi, Patty Pravo
Finalmente piove, Valerio Scanu
Semplicemente, Morgan e Bluvertigo
Nessun grado di separazione, Francesca Michielin
Vincere l'odio, Elio e Le storie tese.